Alla scoperta della ceramica


Tipologia   Artigianale o manifatturiero
 
Tecnologia   IoT
 
Numero Tappe   7
 
Difficoltà 
 
lunghezza   700 m
 
Durata   Variabile
 
H.min   190 m
 
H.max   203 m
 
Appignano è un museo diffuso a cielo aperto, dove ogni angolo custodisce un frammento di bellezza.

L’itinerario ti accompagnerà alla scoperta dei luoghi di maggiore interesse del paese, come il Museo dell’Arte della Ceramica, la Fontana di Borgo XX Settembre e la Via dei Vasai.

Ogni dettaglio saprà incantarti.

Questo è un itinerario smart con tecnologia IoT: attiva l’NFC e avvicina il telefono all’icona oppure scansiona il QR code per scoprire ogni punto di interesse.
 
 
 

1Piazza Umberto I

Il percorso prende vita nel cuore del borgo, in Piazza Umberto I, dominata dall’elegante Palazzo Comunale.
Il Municipio si è trasformato più volte nel corso dei secoli fino ad assumere l’attuale forma a pianta quadrata.
Il suo esterno in mattoni e il raffinato loggiato a tre archi accolgono il visitatore con il calore tipico dell’architettura marchigiana, raccontando la storia di una comunità che ha sempre guardato al futuro senza dimenticare le proprie radici.

 

Punti di interesse


 
 

2MArC - Museo dell'Arte Ceramica

Lasciandoti alle spalle il centro storico e oltrepassando Porta Garibaldi, ti troverai sulla strada che conduce a uno dei luoghi più affascinanti di Appignano: il Museo della Ceramica (MArC). Inaugurato nel 2022 in occasione del festival “Leguminaria”, il museo rappresenta oggi un punto di riferimento fondamentale per comprendere la storia e la tradizione della ceramica del paese.

All’interno del MArC potrai immergerti in un viaggio nell’arte della ceramica, una tradizione che ad Appignano si tramanda da secoli, di generazione in generazione.
A testimonianza di questo legame profondo con il territorio, i bambini delle scuole locali partecipano a corsi di ceramica fin dalla più tenera età, per mantenere viva questa antica arte.

Il museo si articola in due percorsi espositivi distinti:

  • il primo “La produzione ceramica e laterizia in età romana” raccoglie i reperti archeologici rinvenuti negli scavi della Collina del Sole, testimoniando l’antichissima presenza della lavorazione dell’argilla nel territorio;
  • il secondo “Le cocce de Pignà. Il mistero primitivo” racconta la vita e la passione degli antichi ceramisti, facendoti scoprire come la modellazione dell’argilla non servisse solo a realizzare utensili per l’uso quotidiano, ma anche a creare opere d’arte, sculture e decorazioni capaci di esprimere l’identità più profonda di un popolo.
Il MArC è aperto al pubblico solo su prenotazione.

 

Punti di interesse


 
 

3Opera delle brocche

Al termine della visita al Museo, sulla sinistra, proprio di fronte all’ingresso della Scuola di Ceramica, potrai ammirare “Brocche, brocchetti e orci: storie di donne e fontanelle”, una delle installazioni del museo diffuso che racconta l’antico rito del “caccià ll’acqua”, ovvero l’approvvigionamento quotidiano di acqua per uso domestico e personale.

Erano le donne a recarsi alle fontane pubbliche munite di brocche, brocchetti e orci in terracotta. Una volta riempiti, con grande abilità ed equilibrio, issavano i recipienti sulla testa, mantenendo collo e schiena perfettamente dritti e percorrevano il cammino verso casa.
Un gesto semplice restituito alla memoria collettiva attraverso questa meravigliosa opera.

Per chi desidera cimentarsi nell’arte della ceramica o vivere l’emozione di diventare Mastro Vasaio per un giorno, la Scuola di Ceramica propone corsi di formazione e laboratori esperienziali, perfetti per mettere alla prova la propria creatività e abilità manuale.

 

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4Vicolo Nicola Mei

Continua lungo Via Monocchia e rientra nel borgo attraversando Porta Cavour, abbellita al suo interno da un’opera dedicata al poeta Giacomo Leopardi, realizzata dall’ISC e da Perfetti.
Sullo slargo alla tua sinistra si erge la Chiesa di San Giovanni Battista, un elegante edificio con impianto settecentesco e campanile gotico, affrescato nel 1931 da Tommaso Gentili con scene di vita del Battista.

Seguendo il vicolo Nicola Mei, lo sguardo sarà catturato da altre due meravigliose opere contemporanee, denominate rispettivamente “Opera del Bellente” (Messi, 2010) e “Le Tradizioni formidabili” (Craia, 2011).

Se desideri osservare gli artigiani all’opera, fai tappa nella bottega de “Le Imperfette”, dove potrai ammirare in tempo reale le meravigliose creazioni artistiche di Elena Buran e lasciarti incantare dalla magia della “Stanza del telaio” di Maria Giovanna Varagona.

 

Punti di interesse


 
 

5Fontana di Borgo XX Settembre

Attraversa Porta Vittorio Emanuele e lasciati affascinare dalla Chiesa di Santa Tecla, imponente costruzione settecentesca che custodisce, nella Cappella dei Santi, oltre cinquemila reliquie. Il campanile, particolarmente caratteristico, presenta, sotto la cella campanaria, una scultura in pietra raffigurante un teschio, simbolo della Confraternita della Morte.

Scendi le scalette, impreziosite da decorazioni in ceramica, e raggiungi la Fontana di Borgo XX Settembre, una delle installazioni più rappresentative del paese.
Riqualificata grazie al lavoro degli artigiani locali, la fontana è oggi un’esplosione di colori. Le tonalità del blu richiamano l’acqua, elemento centrale dell’opera, mentre le carpe, simbolo di amicizia e buona sorte, invitano al superamento degli ostacoli e delle difficoltà della vita.
Ogni mattonella e ogni scultura racchiudono un significato preciso, che potrai scoprire leggendo il totem descrittivo posto accanto alla fontana.

 

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6Via dei Vasai

Cammina lungo Via dei Vasai, così chiamata perché un tempo ospitava le botteghe degli artigiani ceramisti. Tra queste spicca la facciata della storica bottega di Testa, uno degli ultimi maestri vasai, scomparso nel 2017.

La facciata, interamente decorata con ceramiche dai colori lucenti, cattura subito l’attenzione dei visitatori ed è la rappresentazione tangibile di come la tradizione della ceramica sia ancora viva nel cuore del borgo.

 

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7Chiesa dell'Addolorata

Passeggia per il viale e, poco prima di arrivare alla Chiesa dell’Addolorata, divertiti con una piccola caccia al tesoro: nelle vicinanze si nascondono dei simpatici asinelli, starà a te scovarli e immortalare il momento con una foto!

Concludi il percorso con la visita alla Chiesa, edificata tra il 1841 e il 1859 per accogliere un’opera miracolosa e diventata santuario nel 1882.

 

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