Porta Cavour appartiene alla cinta sforzesca del 1443 sul sito della porta urbica del 1220. A fine Settecento il cassero divenne abitazione con prospetti neoclassici. Sotto l'arcata della porta è presente una scultura murale dell’infinito.
La porta mostra l’evoluzione architettonica del borgo, dal ruolo difensivo medievale alla trasformazione residenziale settecentesca. La scultura murale aggiunge un tocco contemporaneo, creando un dialogo tra la storia della città e la creatività artistica attuale. La scultura simboleggia l’Infinito e ospita piccole figure scolpite in atteggiamenti di meditazione e cammino. L’arte si intreccia così con la memoria storica del luogo, trasformando la porta in un varco che invita chi passa a riflettere sul senso del limite e sull’oltre evocato dai versi leopardiani.