Le origini del Convento di Forano non sono documentate in modo esauriente, ma si sa che tra il XII e il XIII secolo, nell’area dove sorge il complesso, esisteva un ospitale e, con molta probabilità, anche alcuni insediamenti benedettini.
Secondo quanto tramandato da padre Ciro da Pesaro, intorno al 1215 san Francesco si sarebbe recato nella selva di Forano, dove trovò un piccolo ospizio di monaci, ormai abbandonato e in rovina, con annessa una chiesa dedicata all’Annunciazione di Maria. Sempre secondo il frate, il santo decise di stabilirsi proprio in quel luogo.
Una tradizione legata alla presenza del poverello d’Assisi riguarda l’antica porta in quercia, tuttora inserita nella facciata della chiesa, attraverso la quale si dice che egli sia entrato. A memoria dell’evento, sul portale fu incisa la scritta latina: Haec est illa prisca janua dum hic adfuit S. Franciscus (“Questa è l’antica porta da cui passò san Francesco quando fu qui”). Attorno alla porta è ancora visibile parte di un pregevole affresco raffigurante un’Annunciazione quattrocentesca, segno della devozione e della ricchezza spirituale del luogo. Si distinguono la parte destra con la Vergine Annunciata e, al centro, l’Eterno racchiuso in una mandorla.
L’insediamento francescano di Forano è legato anche a due episodi miracolosi riportati nei Fioretti di San Francesco. Nel capitolo 42 si narra che, nella notte tra l’1 e il 2 febbraio 1289, frate Corrado da Offida, mentre pregava nella selva presso il convento, chiese la grazia di poter sentire “un poco di quella dolcezza la quale sentì santo Simeone il dì della purificazione quand’egli portò in braccio Gesù Salvatore benedetto”. In risposta, ebbe la visione della Vergine che gli porgeva il Bambino Gesù. Nel capitolo 44 viene invece ricordato un altro fatto straordinario: al beato Pietro da Treia, mentre pregava davanti a un dipinto della Crocifissione con ai piedi la Vergine, l’apostolo Giovanni e san Francesco d’Assisi, apparvero i santi stessi.
Nel luogo dell’apparizione fu eretta dapprima una semplice edicola votiva, poi, nel Quattrocento, una piccola cappella e, nel Settecento, una chiesetta più articolata dedicata alla Madonna degli Angeli. In seguito, il complesso fu ampliato fino a diventare sede del Noviziato francescano, che però venne trasferito altrove a causa del clima rigido della zona.
La chiesa fu ricostruita nel 1625 e conserva tuttora, sul lato della facciata, l’umile “porta del Perdono”, tradizionalmente identificata con quella varcata da san Francesco. Attorno ad essa si trova ancora l’affresco quattrocentesco dell’Annunciazione.
Un dipinto custodito nel sacello raffigurava la Madonna col Bambino tra angeli e santi: Lorenzo, Giovanni Evangelista, Giovanni Battista, Francesco, il beato Corrado da Offida e il beato Pietro da Treia. Nella parte inferiore comparivano figure minori, mentre in alto una fascia decorativa accoglieva piccole immagini di santi con cartigli. Purtroppo l’opera è in gran parte illeggibile. Agli inizi del Cinquecento la tavola venne sostituita da un affresco simile, ma privo della fascia superiore con i santi.
L’8 settembre 1715, nella cappella della Madonna degli Angeli, si svolse la solenne incoronazione dell’immagine sacra. Dopo la metà del Settecento la cappella fu completamente rinnovata e arricchita da dorature all’altare.